Chi sono?

Già, chi sono? È incredibile come le domande all’apparenza più semplici e scontate siano quelle a cui risulta più difficile dare una risposta. Potrei cominciare dicendo che sono un modesto impiegato di un minuscolo Comune italiano, ma questa in fondo non è altro che la descrizione del mio lavoro. Sarebbe poi facile continuare raccontando le mie grandi passioni: la storia, l’informatica, la letteratura, lo sport, la musica, i videogiochi… ma anche in questo caso resterei ancora lontano dal cuore della domanda. Lasciamo poi stare il fatto che, al momento in cui scrivo, ho trentotto anni, sono alto un metro e settantaquattro e ho i capelli neri; simili banali dettagli è giusto e saggio che rimangano confinati nelle carte di identità. E se la buttassi sull’interiorità? Credo di avere un carattere gentile, schivo e riservato. Ho una soglia di tolleranza alle offese piuttosto alta e in genere, dopo aver preso uno schiaffo, nove volte su dieci porgo l’altra guancia. Mi consolo raccontandomi la massima che chiude una famosa poesia di Borges: “preferisco che siano gli altri ad avere ragione”; ciò non toglie che all’occorrenza sappia trasformarmi in un autentico bastardo da competizione. È raro che succeda, ma ultimamente ci sto lavorando su. Chissà che il mettersi a scrivere non c’entri qualcosa con tutto questo… Cos’altro potrei dire? Non sono sposato e non ho figli. Non sono iscritto ad associazioni o partiti: quando sento uno qualsiasi dei nostri politici faccio fatica a trovare nelle sue parole qualcosa che non coincida con il contrario di quanto mi piace pensare. Insomma, chi sono in fin dei conti? La verità è che non lo so, o meglio, ne ho un’idea molto frammentaria ed indistinta. Questo sito non è altro che il tentativo di trovare una risposta a questa domanda. Spero di riuscire a farlo in compagnia di quanti vorranno seguirmi in questo percorso, leggendo e magari commentando (in maniera civile, mi raccomando…) le mie parole.